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Sintesi delle differenze tra società di persone e società di capitali.

L’espressione “società di persone” è usata dagli interpreti (e solo da poco tempo anche dal legislatore) per indicare le società che sono organizzate e disciplinate in funzione della persona del socio.

Questa espressione è riferita alle società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice.

In esse la posizione di socio è talmente importante che non ne è possibile il trasferimento senza il consenso di tutti gli altri soci.

Gli elementi fondamentali delle società di persone sono: a) la tendenziale responsabilità solidale e illimitata di tutti i soci per le obbligazioni della società (sono previste talune deroghe, ma in linea di principio la partecipazione a una società di persone espone a rischio tutto il patrimonio del socio; b) la correlazione tendenziale (ma derogabile) tra posizione di socio e potere di amministrare la società con correlazione tra potere e rischio economico (non ci può in nessun caso essere limitazione della responsabilità del socio che sia anche amministratore).

L’espressione società di capitali è usata dagli interpreti e dal legislatore per indicare le società che sono organizzata e disciplinate in funzione dei capitali conferiti.

In esse (tendenzialmente e salvo particolari situazioni) la persona fisica del socio perché il socio come persona non ha una particolare rilevanza.

Caratteri essenziali di queste società sono: a) la responsabilità limitata dei soci (chi partecipa a una società di capitali rischia solo il conferimento); b) l’inesistenza di una correlazione tra posizione di socio e potere di amministrare la società; c) la presenza di un’organizzazione di tipo “corporativo”, articolata in Organi specializzati.

Le società di capitali sono sempre state considerate soggetti di diritto distinti dai loro soci, dotate (come previsto dall’articolo 2331 del codice civile) di “autonomia patrimoniale perfetta”, il che implica totale indifferenza reciproca tra le vicende patrimoniali dei soci e quelle della società.

Le società di persone sono dotate di “autonomia patrimoniale imperfetta”, perché i soci rispondono (in modi diversi secondo il tipo di società) dei debiti della società medesima.

In passato si è dubitato che esse fossero dei soggetti di diritto diversi dalle persone dei soci e molte sentenze seguivano l’impostazione negativa, con importanti conseguenze applicative (per esempio in tema di prestazione di fideiussione del socio in favore della società o di citazione in giudizio della società).

Oggi prevale l’impostazione positiva. La giurisprudenza prevalente ritiene che la società di persone sia un soggetto di diritto distinto rispetto ai soci (di conseguenza la citazione in giudizio di un socio non implica citazione della società).

La soggettività autonoma della società di persone è confermata da norme del codice civile come gli articoli 2266, 1° comma, 2298 e 2295, n. 4.

Prima della riforma del diritto societario era discusso se le società di capitali potessero essere socie di società di persone. Oggi la questione è risolta dall’articolo 2361, 2° comma, cod. civ., per il quale «l’assunzione di partecipazioni in altre imprese comportante una responsabilità illimitata per le obbligazioni delle medesime deve essere deliberata dall’assemblea; di tali partecipazioni gli amministratori danno specifica informazione nella nota integrativa del bilancio». Si veda anche l’articolo 111duodecies delle disposizioni di attuazione del codice civile.

Si ritiene oggi che le società di persone possano essere soci di altre società di persone.

 

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