×
16 aprile 2013

Le operazioni della società sulle proprie azioni.

La società - a certe condizioni- può comprare le proprie azioni.
La società – a certe condizioni- può comprare le proprie azioni.
Può esistere una società senza soci?

La società, soggetto diverso dai soci, può astrattamente compiere diverse operazioni economiche relative alle proprie azioni.

Può, per esempio, sottoscriverle, oppure acquistarle, accettarle in garanzia o concedere assistenza finanziaria per il loro acquisto o la loro sottoscrizione.

Soffermandoci sulle operazioni di acquisto di azioni proprie occorre rilevare che le stesse possono avere molte funzioni e possono costituire strumenti per:

impiegare della liquidità della società, in alternativa alla riduzione del capitale o alla distribuzioni di dividendi;

stabilizzare il corso delle azioni quotate;

difendere il gruppo di controllo della società in caso di OPA ostile;

favorire una sufficiente circolazione delle azioni non quotate delle società aperte al capitale di rischio;

  consentire la liquidazione dell’investimento dei soci nelle società a ristretta base azionaria;

                                           assicurare una via d’uscita ai soci che siano meri investitori;

                                            consentire l’attuazione di piani di distribuzione di azioni ai dipendenti o di stock option.

Alcune funzioni dell’acquisto di azioni proprie sono previste e regolate dal codice civile

acquisto per la successiva riduzione del capitale (art. 2357bis)

acquisto statutariamente previsto a fronte del rifiuto di gradimento alla circolazione delle azioni (art 2355bis);

possibilità di acquisto per la liquidazione del socio receduto (art. 2437quater, comma 5).

Gli articoli 2357, 2357bs, 2357 ter, 2357 quater, 2358 e 2359bis regolano le operazioni della società sulle proprie azioni o su quelle della società controllante.

Si tratta di un ampio complesso di regole volto a tutelare diverse esigenze, tra le quali:

quella di assicurare alla società l’effettivo introito delle risorse finanziarie promesse in sede di sottoscrizione delle azioni;

quella di impedire agli amministratori della società di disporre delle azioni proprie per rafforzare la propria posizione e influenzare il risultato delle deliberazioni assembleari;

quella di realizzare un’effettiva parità di trattamento tra i soci, evitando che taluni di essi siano privilegiati nella contrattazione con la società sulla cessione di azionii.

Le regole relative alle operazioni della società sulle proprie azioni sono le seguenti.

È sempre vietata la sottoscrizione di proprie azioni (sia in sede di costituzione che di aumento del capitale) da parte della società (sia in via diretta che per interposta persona): si veda l’articolo 2357 ter.

Se questo divieto viene violato l’obbligo di versamento del capitale è imputato ai soggetti che abbiano materialmente violato il divieto. Le azioni sottoscritte in violazione del divieto stabilito nel precedente comma si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o, in caso di aumento del capitale sociale, dagli amministratori. La disposizione non si applica a chi dimostri di essere esente da colpa.

Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio, ma per conto della società, azioni di quest’ultima è considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Della liberazione delle azioni rispondono solidalmente, a meno che dimostrino di essere esenti da colpa, i promotori, i soci fondatori e, nel caso di aumento del capitale sociale, gli amministratori.

L’acquisto di azioni proprie è subordinato alla rigorosa procedura indicata dall’articolo 2357 applicabile anche agli acquisti effettuati per il tramite di società fiduciaria o per interposta persona.

La società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato e purché vi sia una deliberazione dell’assemblea ordinaria che autorizzi l’operazione.

Possono essere acquistate soltanto azioni interamente liberate, a tutela dell’effettività del capitale e per assicurare effettivo afflusso di risorse finanziarie esterne.

L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea (ordinaria), la quale ne fissa le modalità 1) indicando il numero massimo di azioni da acquistare, 2) la durata, non superiore ai diciotto mesi, per la quale l’autorizzazione è accordata, 3) il corrispettivo minimo ed il corrispettivo massimo. Il valore nominale delle azioni acquistate dalle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non può eccedere la quinta parte del capitale sociale tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.

Le azioni acquistate in violazione delle regole di cui sopra debbono essere alienate (anche con permuta o conferimento in altra società ma non con cessione a titolo gratuito) secondo modalità da determinarsi dall’assemblea, entro un anno dal loro acquisto (dal primo acquisto e non da ogni singolo acquisto effettuato).

In mancanza, deve procedersi senza indugio al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del capitale.

Qualora l’assemblea non provveda, gli amministratori e i sindaci devono chiedere che la riduzione sia disposta dal Tribunale.

Il regime giuridico delle azioni proprie detenute dalla società è disciplinato dall’articolo 2357 – ter ed è particolarmente rigoroso.

Gli amministratori non possono disporre delle azioni acquistate a norma dei due articoli precedenti se non previa autorizzazione dell’assemblea, la quale deve stabilire le relative modalità, con particolare riferimento al prezzo (minimo) di alienazione.

Non ritengo che sia obbligatorio stabilire un periodo massimo di durata dell’autorizzazione.

L’assemblea può autorizzare, nei limiti stabiliti dal primo e secondo comma dell’articolo 2357, operazioni successive di acquisto ed alienazione, ossia il trading di azioni proprie.

Finché le azioni restano in proprietà della società, il diritto agli utili e il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni.

Il diritto di voto è sospeso, ma le azioni proprie sono comunque computate ai fini del calcolo delle maggioranze e delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell’assemblea.

Una riserva indisponibile pari all’importo delle azioni proprie iscritto all’attivo del bilancio deve essere costituita e mantenuta finché le azioni non siano trasferite o annullate.

Per l’articolo 2358 è in linea di principio vietato alle società concedere prestiti o fornire garanzie di qualsiasi tipo verso soci e terzi per la sottoscrizioni o l’acquisto di proprie azioni.

Con l’autorizzazione dell’assemblea straordinaria tali operazioni possono essere eccezionalmente ammesse nei casi speciali previsti dal medesimo articolo 2358, casi che vale la pena di ripetere testualmente.

Gli amministratori della società predispongono una relazione che illustri, sotto il profilo giuridico ed economico, l’operazione, descrivendone le condizioni, evidenziando le ragioni e gli obiettivi imprenditoriali che la giustificano, lo specifico interesse che l’operazione presenta per la società, i rischi che essa comporta per la liquidità e la solvibilità della società ed indicando il prezzo al quale il terzo acquisirà le azioni. Nella relazione gli amministratori attestano altresì che l’operazione ha luogo a condizioni di mercato, in particolare per quanto riguarda le garanzie prestate e il tasso di interesse praticato per il rimborso del finanziamento, e che il merito di credito della controparte è stato debitamente valutato. La relazione è depositata presso la sede della società durante i trenta giorni che precedono l’assemblea. Il verbale dell’assemblea, corredato dalla relazione degli amministratori, è depositato entro trenta giorni per l’iscrizione nel registro delle imprese.

In deroga all’articolo 2357-ter, quando le somme o le garanzie fornite ai sensi del presente articolo sono utilizzate per l’acquisto di azioni detenute dalla società ai sensi dell’articolo 2357 e 2357-bis l’assemblea straordinaria autorizza gli amministratori a disporre di tali azioni con la delibera di cui al secondo comma. Il prezzo di acquisto delle azioni è determinato secondo i criteri di cui all’articolo 2437-ter, secondo comma. Nel caso di azioni negoziate in un mercato regolamentato il prezzo di acquisto è pari almeno al prezzo medio ponderato al quale le azioni sono state negoziate nei sei mesi che precedono la pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea.

Qualora la società accordi prestiti o fornisca garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione delle azioni proprie a singoli amministratori della società o della controllante o alla stessa controllante ovvero a terzi che agiscono in nome proprio e per conto dei predetti soggetti, la relazione di cui al terzo comma attesta altresì che l’operazione realizza al meglio l’interesse della società.

L’importo complessivo delle somme impiegate e delle garanzie fornite ai sensi del presente articolo non può eccedere il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato, tenuto conto anche dell’eventuale acquisto di proprie azioni ai sensi dell’articolo 2357. Una riserva indisponibile pari all’importo complessivo delle somme impiegate e delle garanzie fornite è iscritta al passivo del bilancio.

La società non può, neppure per tramite di società fiduciaria, o per interposta persona, accettare azioni proprie in garanzia.

Salvo quanto previsto dal comma sesto, le disposizioni del presente articolo non si applicano alle operazioni effettuate per favorire l’acquisto di azioni da parte di dipendenti della società o di quelli di società controllanti o controllate.

Comments (5)

  1. Vasileva Polina Reply

    Buongiorno,

    Vorrei farle notare riga 29 :
    “È sempre vietata la sottoscrizione di proprie azioni (sia in sede di costituzione che di aumento del capitale) da parte della società (sia in via diretta che per interposta persona): si veda l’articolo 2357 ter.”
    L’articolo da vedere sarebbe 2357 quater invece che 2357 ter.
    Grazie,

    Polina Vasileva

    1. Vasileva Polina Reply

      Scusi, ho un altro duppio – riga 45:
      ” Il valore nominale delle azioni acquistate dalle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non può eccedere la QUINTA parte del capitale sociale tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.”
      E art. 2357 dice:
      “- [3] In nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate a norma dei commi precedenti può eccedere la DECIMA parte del capitale sociale, tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.”

    2. Diego Piselli Reply

      In effetti c’è un errore di battitura, del quale mi scuso.
      Il riferimento è all’articolo 2357 quater.

  2. Giuseppe C. Reply

    società s.p.a. acquista azioni proprie azioni da un socio… a garanzia dell’adempimento pagamento del prezzo delle azioni, la società costituisce un pegno sulle azioni appena acquistate in favore del socio venditore… una tale operazione rientra nell’art. 2358 c.c.?
    In pratica, in questo caso la s.p.a. fornisce una garanzia (pegno) sulle proprie azioni al fine di rassicurare il venditore sull’adempimento della propria prestazione contrattuale.
    – acquisto azioni proprie: 2357 c.c.
    – pegno su azioni proprie concesso per garantire un obbligo contrattuale: 2358 c.c.?

    1. Diego Piselli Reply

      Francamente non credo, a un primo esame, che l’operazione da Lei descritta sia illegittima.
      La società in questo caso è acquirente (e può legittimamente esserlo) e non fa altro che garantire il proprio adempimento.
      Segnali pure se non ho compreso qualcosa.
      DP

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: