×

L’assemblea delle società per azioni.

L'assemblea è è regolata da un complesso incastro di norme.
L’assemblea è è regolata da un complesso incastro di norme.

L’assemblea è un organo collegiale delle società per azioni composto dai soci o dai soggetti che abbiano diritto al voto ed è competente ad assumere decisioni sulle questioni di maggiore importanza per la struttura, l’esistenza e l’attività della società.

Si tratta di un organo privo di potere gestionale diretto, dato che questo potere spetta agli amministratori come previsto dall’articolo 2380bis del codice civile per il sistema tradizionale, dall’articolo 2409 novies per quello dualistico e dall’articolo 2409 septiedecies per il monistico.

Va posta anzitutto in evidenza la distinzione tra assemblea “generale” e assemblea “speciale”.

L’assemblea generale riunisce i soci portatori di azioni ordinarie.

L’assemblea speciale riunisce, invece, i soci portatori di azioni di categoria speciale o i titolari di strumenti finanziari dotati di diritti amministrativi (v. articolo 2376 c.c.).

L’assemblea speciale è competente ad approvare le deliberazioni dell’assemblea generale che pregiudicano i diritti dei soggetti appartenenti alla categoria interessata e può avere funzioni ulteriori (nomina un rappresentante comune, costituzione di un fondo comune o di una segreteria della categoria, ecc.).

In base all’oggetto delle deliberazioni si distinguono, poi, l’assemblea ordinaria e quella straordinaria.

Le competenze dell’assemblea ordinaria sono diverse secondo il sistema di amministrazione e di controllo che la società abbia adottato.

Se il sistema è “tradizionale” o “monistico” (ossia quando non esiste il Consiglio di Sorveglianza) l’assemblea ordinaria: 1) approva il bilancio; 2) nomina e revoca gli amministratori; nomina i sindaci e il presidente del collegio sindacale e, quando previsto, il soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti; 3)

3) determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, se non è stabilito dallo statuto; 4) delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci; 5) delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell’assemblea, nonché sulle autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli amministratori, ferma in ogni caso la responsabilità di questi per gli atti compiuti;

6) approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari.

Se la società ha, invece, adottato il sistema dualistico (ossia se esiste il Consiglio di Sorveglianza) le competenze dell’assemblea ordinaria sono ridotte, dato che, ferme le altre competenze dell’organo assembleare, sono attribuite al Consiglio di Sorveglianza le competenze relative alla nomina, alla revoca e al compenso degli amministratori (membri del Consiglio di Gestione), all’approvazione del bilancio di esercizio e (se esistente) di quello consolidato oltre che all’approvazione di “operazioni strategiche” e “piani industriali e finanziari” della società (si veda l’articolo 2364-bis c.c.).

Nel sistema dualistico la competenza a deliberare l’esercizio dell’azione di responsabilità contro gli amministratori spetta congiuntamente all’assemblea e al consiglio di sorveglianza.

Indipendentemente dal modello di amministrazione e controllo che si sia adottato l’assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni dello statuto, sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori e sulle altre materie riservate dalla legge alla sua competenza.

La disciplina dell’assemblea delle società per azioni prevede un rigido iter di svolgimento della riunione.

L’iter dell’assemblea si snoda attraverso le successive fasi di: i) convocazione; ii) costituzione dell’organo; iii) svolgimento; iv) votazione; v) proclamazione del risultato del voto e verbalizzazione.

La convocazione dell’assemblea è decisa dall’organo amministrativo o dal consiglio di gestione ogni qualvolta lo ritenga opportuno.

La convocazione è, però, obbligatoria: i) almeno una volta l’anno entro il termine stabilito dallo statuto, che non può eccedere i 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio: ii) qualora ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano un decimo del capitale sociale o la percentuale minore prevista dallo statuto, e siano indicate anche le materie da trattare (si veda l’articolo 2367 c.c.).

In caso d’inerzia degli amministratori (o del consiglio di gestione) o, in loro vece dei sindaci (o del consiglio di sorveglianza), la convocazione è disposta con provvedimento del tribunale

L’obbligo di convocare l’assemblea spetta ai sindaci, non solo in caso d’inerzia degli amministratori, ma anche nei casi in cui essi, nell’espletamento del loro incarico, ravvisano fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

La convocazione è effettuata mediante avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora delle riunione e l’elenco delle materie da trattare (cosiddetto ordine del giorno).

Tale avviso deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, o su un quotidiano indicato in statuto, nei quindici giorni antecedenti l’adunanza (30 giorni nel caso di società quotate).

Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può consentire la convocazione mediante avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento almeno otto giorni prima dell’assemblea.

L’assemblea è regolarmente costituita, anche in assenza di convocazione, quando è rappresentato l’intero capitale sociale (con diritto d’intervento) e partecipa la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo (c.d. assemblea totalitaria).

L’assemblea è presieduta dalla persona indicata nello statuto o da quella eletta con il voto della maggioranza dei presenti.

Il presidente dell’assemblea accerta la regolarità della costituzione e l’identità e la legittimazione dei presenti, regola lo svolgimento dell’assemblea e accerta i risultati delle votazioni.

Le deliberazioni dell’assemblea devono risultare da un verbale, sottoscritto dal presidente e dal segretario o da notaio. Nel caso di assemblea straordinaria il verbale deve essere redatto da un notaio

Il verbale deve indicare la data della riunione, l’identità dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno di essi; le modalità e il risultato delle votazioni.

Il verbale deve consentire l’identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti e deve essere trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea.

Il funzionamento dell’assemblea è incentrato sul concetto di quorum (o quoziente).

Il quoziente costitutivo è la frazione di capitale presente necessaria per la valida costituzione delle riunione, mentre quello deliberativo è la quota di capitale necessaria per determinare, con il voto favorevole, l’approvazione di una proposta di deliberazione.

La disciplina dei quorum è frammentaria.

Per taluni tipi di assemblea la legge disciplina sia il quorum costitutivo minimo che quello deliberativo.

Per altre la regolamentazione legale è riferita solo al quorum deliberativo minimo (che coincide, implicitamente, con quello costitutivo).

Se alla data prevista non è presente il quorum costitutivo o deliberativo richiesto ai fini del regolare funzionamento della riunione, è possibile una seconda convocazione dell’assemblea con quorum ridotti per assicurare facilità di decisione: la seconda convocazione non può essere nello stesso giorno della prima.

Sono poi possibili convocazioni ulteriori, alle quali si applicano sempre i quorum della seconda, salvo che per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, per le quali è previsto un quorum costitutivo ridotto nella terza convocazione e nelle successive.

La seconda convocazione è sempre obbligatoria nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, mentre nelle società “aperte” lo statuto può escludere il ricorso a convocazioni successive e prevedere che già alla prima convocazione sia previsto un quoziente di voto ridotto al minimo.

Sia in sede di assemblea ordinaria, sia in sede di assemblea straordinaria, si tiene conto, ai fini del quorum costitutivo, delle azioni per le quali il diritto di voto non può essere esercitato, fatta salva una diversa previsione di legge. Ai fini del quorum deliberativo, invece, tali azioni non sono calcolate, così come quelle dei soci che abbiano dichiarato di volersi astenere per conflitto di interesse. Il voto dei soci astenuti per motivo diverso dal conflitto di interesse deve essere considerato nel calcolo del quorum deliberativo.

La disciplina dei quorum è frammentaria

L’assemblea ordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta del capitale presente in assemblea.

In seconda convocazione non è previsto un quorum costitutivo e l’assemblea delibera a maggioranza assoluta dei partecipanti.

L’assemblea straordinaria delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio ha la seguente disciplina: in prima convocazione, non è previsto un quorum costitutivo ma quello deliberativo è fissato a oltre la metà del capitale sociale; in seconda convocazione il quorum costitutivo è di oltre un terzo del capitale sociale e quello deliberativo è di dei due terzi del capitale rappresentato in assemblea (per le deliberazioni relative a cambiamento dell’oggetto sociale, trasformazione, scioglimento anticipato, proroga della società, revoca dello stato di liquidazione, trasferimento della sede sociale all’estero ed emissione di azioni a voto limitato occorre comunque almeno il voto favorevole di oltre un terzo del capitale).

Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio l’assemblea straordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà del capitale sociale; ii) in seconda convocazione con oltre 1/3 del capitale sociale; iii) in terza convocazione con almeno 1/5 del capitale sociale (il quorum deliberativo è sempre di due terzi dei presenti).

Lo statuto può prevedere ulteriori convocazioni dell’assemblea, sia ordinaria sia straordinaria. In questo caso, si applicano i quorum della seconda convocazione, tranne che nell’assemblea straordinaria delle società aperte, in cui il cui quorum costitutivo dalla terza convocazione in poi è fissato a 1/5 del capitale sociale (fermo il quorum deliberativo dei due terzi).

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: