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LA SOCIETA’ PER AZIONI COME FABBRICA FINANZIARIA

factoryLa società per azioni è una fabbrica finanziaria che produce denaro partendo da una dotazione di risorse, costituita da denaro o da altra risorsa economica traducibile in denaro.

Il codice civile contiene articolate regole sulla struttura finanziaria delle società per azioni finalizzate ad assicurare l’afflusso di risorse a questa fabbrica finanziaria.

Gli apporti finanziari alla società possono avvenire a titolo di conferimento di capitale (con conseguente attribuzione di azioni), a titolo di prestito, ovvero a titolo di sottoscrizione di strumenti finanziari “ibridi”, talvolta qualificabili come strumenti di investimento di capitale rischio e talvolta come strumenti di prestito.

Il sistema più rigido è quello dei conferimenti azionari. Esso può essere arricchito attraverso l’assegnazione non proporzionale delle azioni ovvero attraverso l’emissione di strumenti finanziari non azionari. Con questo sistema anche entità non conferibili a capitale possono essere valorizzate.

Il codice civile regola i conferimenti nelle spa con disciplina che differisce da quella dei conferimenti nelle società di persone per due fondamentali aspetti:

– le azioni emesse a fronte dei conferimenti in natura devono essere interamente liberate;

– non può essere oggetto di conferimento l’impegno di prestare opere o servizi.

L’articolo 2342 dà preminenza assoluta al denaro, ammettendo conferimenti in natura, costituiti anche da entità non espropriabili.

Art. 2342

Se nell’atto costitutivo non è stabilito diversamente, il conferimento deve farsi in danaro.

Alla sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato presso una banca almeno il venticinque per cento dei conferimenti in danaro o, nel caso di costituzione con atto unilaterale, il loro intero ammontare.

Per i conferimenti di beni in natura e di crediti si osservano le disposizioni degli articoli 2254 e 2255. Le azioni corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione.

Se viene meno la pluralità dei soci, i versamenti ancora dovuti devono essere effettuati entro novanta giorni.

Non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi

Conferimenti in natura e in denaro sono fra loro alternativi. Chi si è impegnato a un conferimento in natura non può conferire denaro e viceversa. Quindi il debito per il conferimento in denaro non può essere estinto mediante conferimento in natura.

Il conferimento in natura deve comportare l’immediato passaggio alla società di un’effettiva utilità, ancorché si tratti di un mero diritto di godimento. Non è possibile, però, effettuare il conferimento di mere utilità future.

La nozione di conferimenti in natura è molto molto ampia, se letta alla luce dell’articolo 7 della seconda direttiva CEE in materia societaria n. 77/91 per la quale “Il capitale sottoscritto puà essere costituito unicamente da elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica“.

I conferimenti possono essere di natura molto varia.

Si esclude che possano essere oggetto di conferimento solo le cose extra commercium (come certi tipi di concessioni amministrative)

La valutazione dei conferimenti in natura (articolo 2343)

La disciplina è applicabile:

ai conferimenti in natura effettuati in favore di tutte le società di capitali azionarie (dunque spa e sapa; aperte e chiuse; con azioni diffuse tra il pubblico in maniera rilevante e non; quotate e non; che abbiano adottato obbligatoriamente o volontariamente i criteri internazionali di redazione del bilancio o no);

sia in sede di costituzione che in sede di aumento del capitale, sia esso deliberato dall’assemblea o invece dall’organo amministrativo che abbia ricevuto apposita delega;

a qualsiasi conferimento in natura, di beni cioè diversi dal denaro, fermi gli esistenti limiti di legge in ordine alle entità conferibili (divieto di conferimenti di prestazioni di opera o servizi ex art. 2342, u.c., c.c.).

Articolo 2343

– [1] Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società, contenente la descrizione dei beni o dei crediti conferiti, l’attestazione che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale soprapprezzo e i criteri di valutazione seguiti. La relazione deve essere allegata all’atto costitutivo.

– [2] L’esperto risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi. Si applicano le disposizioni dell’articolo 64 del codice di procedura civile.

– [3] Gli amministratori devono, nel termine di centottanta giorni dalla iscrizione della società, controllare le valutazioni contenute nella relazione indicata nel primo comma e, se sussistano fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima. Fino a quando le valutazioni non sono state controllate, le azioni corrispondenti ai conferimenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la società.

– [4] Se risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti era inferiore di oltre un quinto a quello per cui avvenne il conferimento, la società deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale, annullando le azioni che risultano scoperte. Tuttavia il socio conferente può versare la differenza in danaro o recedere dalla società; il socio recedente ha diritto alla restituzione del conferimento, qualora sia possibile in tutto o in parte in natura.

– [5] L’atto costitutivo può prevedere, salvo in ogni caso quanto disposto dal quinto comma dell’articolo 2346 che per effetto dell’annullamento delle azioni disposto nel presente comma si determini una loro diversa ripartizione fra i soci.

 La relazione di stima non è obbligatoria quando sia possibile determinare in maniera sufficientemente certa il valore dei beni conferiti.

2343ter

Nel caso di conferimento di valori mobiliari ovvero di strumenti del mercato monetario non è richiesta la relazione di cui all’articolo 2343, primo comma, se il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo è pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o piu’ mercati regolamentati nei sei mesi precedenti il conferimento.

Fuori dai casi in cui è applicabile il primo comma, non è altresì richiesta la relazione di cui all’articolo 2343, primo comma, qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo, ai beni in natura o crediti conferiti sia pari o inferiore: a) al fair value iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente quello nel quale è effettuato il conferimento a condizione che il bilancio sia sottoposto a revisione legale e la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento, ovvero; b) al valore risultante da una valutazione riferita ad una data precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento, a condizione che essa provenga da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento, dalla società e dai soci che esercitano individualmente o congiuntamente il controllo sul soggetto conferente o sulla società medesima, dotato di adeguata e comprovata professionalità.

Chi conferisce beni o crediti ai sensi del primo e secondo comma presenta la documentazione dalla quale risulta il valore attribuito ai conferimenti e la sussistenza, per i conferimenti di cui al secondo comma, delle condizioni ivi indicate. La documentazione è allegata all’atto costitutivo.

L’esperto di cui al secondo comma, lettera b), risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi.

Ai fini dell’applicazione del secondo comma, lettera a), per la definizione di “fair value” si fa riferimento ai principi contabili internazionali adottati dall’Unione europea.

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