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01 maggio 2013

La rappresentanza nell’assemblea delle società per azioni.

Un avviso di sollecitazione di deleghe.
Un avviso di sollecitazione di deleghe.

Le regole in tema di partecipazione all’assemblea a mezzo di rappresentante sono contenute negli articoli  2372 c.c. e da 135-novies a 144 del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998)

In sintesi:

– coloro ai quali spetta il diritto di voto possono farsi rappresentare nell’assemblea salvo che, nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e nelle società cooperative, lo statuto disponga diversamente;

– in via generale, la rappresentanza deve essere conferita per iscritto e  i relativi documenti devono essere conservati dalla società

– per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio la delega può essere rilasciata solo per singole assemblee, con validità anche per le eventuali successive convocazioni, a meno che non si tratti di procura generale o di procura conferita da una società ad un proprio dipendente (ma le SGR, le SICAV, le società di gestione armonizzate, nonché i soggetti extracomunitari che svolgono attività di gestione collettiva del risparmio, possono conferire la rappresentanza per più assemblee );

– è, in ogni caso, esclusa la delega “in bianco”, nella quale non sia indicato il nome del rappresentante;

– la delega è sempre revocabile, nonostante ogni patto contrario;

– se la rappresentanza è conferita ad una società, questa può rilasciare delega unicamente ad un proprio dipendente o collaboratore;

– nelle società non quotate è fatto divieto di conferire la rappresentanza ai membri degli organi amministrativi o di controllo delle società, così come ai dipendenti della stessa, alle società controllate o ai membri degli organi amministrativi o ai dipendenti delle stesse;

Nelle società non quotate le stessa persona non può rappresentare in assemblea più di venti soci o, se si tratta di  società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, più di cinquanta soci se la società ha capitale non superiore a cinque milioni di euro, più di cento soci se la società ha capitale superiore a cinque milioni di euro e non superiore a venticinque milioni di euro, e più di duecento soci se la società ha capitale superiore a venticinque milioni di euro

Nelle società con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell’Unione Europea non si applicano i limiti quantitativi e soggettivi alla delega) è previsto il conferimento elettronico della delega e, se lo statuto non dispone diversamente, le società designano per ciascuna assemblea un soggetto al quale i soci possono conferire, entro la fine del secondo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l’assemblea, anche in convocazione successiva alla prima, una delega con istruzioni di voto su tutte o alcune delle proposte all’ordine del giorno. La delega ha effetto per le sole proposte in relazione alle quali siano conferite istruzioni di voto.

Alle quotate si applica, poi, l‘istituto della sollecitazione  di deleghe di voto.

Si ha sollecitazione quando da parte di uno o più  soggetti (i committenti) vi sia la richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta a più di duecento azionisti su specifiche proposte di voto ovvero accompagnata da raccomandazioni, dichiarazioni o altre indicazioni idonee a influenzare il voto.

La sollecitazione è normalmente indirizzata all’ottenimento di una one way proxy, ossia di una delega a votare solo secondo le intenzioni del sollecitante e deve svolgersi nei modi indicati dalla regolamentazione CONSOB, attraverso la diffusione di un prospetto e di un modulo di delega che devono contenere in ogni caso informazioni idonee a consentire all’azionista una decisione consapevole.

Non costituisce sollecitazione (ed è quindi regolata in maniera meno rigida) la raccolta di deleghe svolta  all’interno di associazioni di azionisti.

Nelle quotate la contesa tra soggetti che sollecitino deleghe di voto su proposte differenti può dar luogo a delle vere e proprie battaglie, che si usano definire, mutuando il linguaggio anglosassone “proxy fight”.

Nel nostro Paese nel 2011 una proxy fight ha interessato la società “Cape Live”.

Il socio di minoranza Michele Bargauan, titolare di una partecipazione al capitale sociale di poco più del 2% e con l’appoggio di altri soci di minoranza che detenevano un altro 10%, si è reso promotore di una sollecitazione di deleghe di voto al fine di ottenere il consenso degli azionisti per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione.

L’iniziativa, finalizzata a far convergere il voto sulla lista proposta dalla coalizione di minoranza, ha immediatamente provocato la reazione del gruppo dei soci di controllo della società.

Si è avviata una proxy fight, che ha  avuto uno grande successo in quanto nel corso dell’assemblea sono stati espressi voti per il 75% del capitale sociale.

Bargaun ha vinto la battaglia ed è riuscito ad imporre l’elezione dei candidati della sua lista, battendo i soci storici della società.

 

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