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28 ottobre 2013

I SOCI POSSONO FARE CONCORRENZA ALLA S.R.L. PARTECIPATA?

Nei giorni scorsi mi si è presentato un caso molto interessante.

In una s.r.l. composta da pochi soci, dove non ci sono segreti e le informazioni tecniche e commerciali circolano liberamente tra i soci, che hanno accesso agli uffici, un socio svolge attività in diretta concorrenza con la società.

Nel sistema italiano, infatti, la concorrenza è inibita solo ai soci delle società in nome collettivo e agli accomandatari delle s.a.s.: questi soggetti possono svolgere attività lavorative diverse da quella della società ma non possono mai fare diretta concorrenza alla società partecipata (nelle s.p.a. è previsto il divieto di concorrenza degli amministratori, rimosso di recente per quelli delle s.r.l.).

I soci che si sono rivolti a me sono comprensibilmente preoccupati e si interrogano sulla possibilità di rimediare alla situazione.

Cosa fare, dunque, per reagire alla concorrenza del socio di s.r.l.?

La soluzione sembrerebbe essere una sola: questo socio non può essere coinvolto nelle decisioni della società e nella circolazione delle informazioni tecniche e commerciali.

Non si tratta, però, di una soluzione facile da adottare perché l’articolo 2476 del codice civile prevede ampi diritti di informazione dei soci di s.r.l., che arrivano sino alla libera consultazione di tutta la documentazione amministrativa.

Di fronte a una richiesta di accesso a tale documentazione sarebbe davvero piuttosto difficile distinguere tra informazioni “sensibili” che possono essere rifiutate e informazioni “non sensibili” che devono essere divulgate.

In conclusione nel caso a me sottoposto non c’è molto da fare (o, meglio, non esiste una soluzione sicura del problema).

In casi come quello sopra descritto (s.r.l. con soci imprenditori) è, quindi, bene prevenire conflitti futuri.

Una soluzione può essere quella di inserire nell’atto costitutivo delle s.r.l. una clausola che vieti ai soci di fare concorrenza alla società e che preveda la possibilità di escludere dalla società medesime i soci che svolgano attività concorrente.

In alternativa si possono impegnare i soci a un patto di non concorrenza, facendo loro sottoscrivere un’intesa che preveda il risarcimento del danno in caso di svolgimento di attività concorrenziale

 

Comments (40)

  1. arnaud Reply

    Buongiorno,

    da quando è stato rimosso la possibilità di fare concorrenza diretta da soci di srl e quali sono gli articoli di legge?
    Grazie!
    Arnaud Meynaerts

    1. Diego Piselli Reply

      Faccio fatica a capire il commento.
      I soci di s.r.l. hanno sempre potuto e tuttora possono fare concorrenza alla società.
      Non credo, però, che si possa escludere che lo statuto limiti la possibilità di diventare socio ai soli soggetti che accettino di rinunciare a fare concorrenza alla società.
      DP

  2. Remoli Sergio Maria Reply

    Egr. Avv. Buonasera
    Sono un commercialista di Ascoli Piceno.
    Lei afferma che per gli AMMINISTRATORI della srl è stato, di recente, rimosso il divieto di concorrenza. Ho un caso in cui l’Amministratore (unico) è anche socio della srl; vale anche in questa situazione la rimozione del divieto? e qual è la fonte che decreta tale possibilità?
    Grazie1000
    cordiali saluti

    1. Diego Piselli Reply

      Stimatissimo Dottore,
      il divieto di concorrenza degli amministratori di s.r.l. era previsto prima della riforma del 2003 dall’articolo 2487 che richiamava l’articolo 2390 relativo al divieto di concorrenza degli amministratori di s.p.a.: al momento non è quindi previsto esplicitamente dalla legge tale divieto nelle s.r.l., anche se diverse sentenze estendono analogicamente il divieto dagli amministratori di s.p.a. a quelli di s.r.l.
      Nessun divieto di concorrenza esiste (e neppure è mai esistito)per i soci di s.r.l.
      Nel caso che La interessa forse sarebbe opportuno – per massima prudenza – che prima di intraprendere l’attività concorrenziale il soggetto interessato ottenga l’autorizzazione degli altri soci.
      Cordialità
      Diego Piselli

  3. domenico Reply

    Mi risulta che con la riforma societaria del 2003 le societa’ srl siano state equiparate a societa’ nominative a responsabilita’ limitata, quindi l’articolo 2301 sulla concorrenza sleale verrebbe di fatto esteso anche alle srl

    Le risulta ciò?

    Domenico

    1. Diego Piselli Reply

      Non credo che la norma da lei richiamata sia applicabile.
      DP

  4. agata Reply

    Vi è una srl (che si occupa di vendita di prodotti alimentari) con amministratore unico e un solo socio (il coniuge). Quest’ultimo, vendendo la propria quota, intende uscire dalla società. Può creare autonomamente un’altra società che si occupi della stessa attività? Ha divieti di concorrenza con altre aziende (oltre che con quella del coniuge)? Grazie per la competente risposta

    1. Diego Piselli Reply

      La questione è molto complessa.
      In effetti diverse sentenze estendono il divieto di concorrenza previsto per la cessione di azienda dall’articolo 2557 c.c. al caso della cessione di una partecipazione societaria significativa.

  5. Gianni Trevisani Reply

    Preg.mo Avvocato,
    ho un socio in una srl con quota del 10% ed è anche dipendente. Negli ultimi mesi, mi sono arrivate voci (confermate dallo stesso) che questa persona abbiamavuto un colloquio con una società concorrente. Premetto che io non posso essere presente in sede perchè ho altri interessi se non per masimo un giorno a settimana e, il socio di minoranza ha direttamente a che fare con la clientela che potrebbe anzi, può spostare nella società concorrente mettendo seriamente in ginocchio l ‘ attività (parrucchiere). A Suo parere esiste una possibilità di tutela in questo caso? La società è stata costituita nel 2008.
    Grato per una Sua cortese risposta, La saluto cordialmente.

    1. Diego Piselli Reply

      Non è una tutela facilissima da ottenere, perché di fatto nulla impedisce al socio di minoranza e dipendente di fare colloqui di lavoro presso concorrenti.
      Forse si potrebbe immaginare un patto di non concorrenza in caso di licenziamento: va però ricordato che simile patto deve essere compensato.
      Francamente credo che un forte chiarimento con l’interessato sia necessario…
      DP

  6. francesco Reply

    Buongiorno,

    sono socio al 2% nella società SRL di famiglia e dipendente di 1° livello (commercio) da 12 anni, mio padre è socio al 98% e amministratore unico,
    l’azienda è fiorente ed avviata da ormai 20 anni, ma per problemi interni, sto valutando di lasciare la società per potermi creare una mia carriera.

    che rischi incorro se cedo le quote e apro un’azienda che si occupa dello stesso settore nella stessa provincia?

    grazie e buona giornata

    1. Diego Piselli Reply

      Caro Francesco,
      la Sua domanda richiede una risposta piuttosto articolata.
      In linea di principio Lei è libero di cedere come quando e per quanto vuole la Sua quota: occorre ovviamente, però, verificare che lo statuto della società non contenga limitazioni alla circolazione delle quote (clausole di prelazione, clausole di gradimento, ecc.).
      Ciò detto Lei è vincolato al divieto di concorrenza solo fino a quando mantiene il ruolo di dipendente della società.
      Cessato tale ruolo Lei rimane vincolato dall’obbligo di cui all’articolo 2598 c.c. di non commettere atti di “concorrenza sleale”.
      Secondo molte sentenze è per esempio atto di concorrenza sleale (e obbliga quindi al risarcimento del danno) il comportamento dell’ex dipendente che si appropri della lista dei clienti e la utilizzi per promuovere un’attività di concorrenza.
      Quindi: concorrenza sì, ma in modo corretto.
      Cordialmente
      DP

      1. ivano Reply

        Buongiorno, Vorrei sapere se fosse possibile essere contemporaneamente socio lavoratore autonomo con propria partita IVA di due società srl contemporaneamente non essendo amministratore e non partecipando alla distribuzione degli utili. Grazie

        1. Diego Piselli Reply

          Caro Ivano, in teoria non vedo problemi. In pratica credo sia meglio farsi autorizzare o avere almeno una presa d’atto, se le s.r.l. sono nel medesimo settore.
          Temo, infatti, che Ti possa essere imputato di avere sottratto informazioni riservate dell’una a vantaggio dell’altra.
          Se i settori sono diversi o se in concreto non c’è possibilità di concorrenza non mi farei problemi.

  7. Simona Villa Reply

    La mia società (srl di cui sono socia al 50%) ha costituito una rete di imprese con altre società della filiera (la mia società è il soggetto esecutore) per espansione commerciale nei paesi del Golfo e nel contratto di rete è inserito l’impegno di ogni società partecipante a non fare concorrenza alla rete nei paesi in questione. Ora si sta profilando la possibilità che io personalmente possa costituire una società all’estero (in uno di questi paesi) con soggetti cittadini di quel paese (perché così previsto dalla loro normativa) e io deterrò il 25% delle quote: il patto di non concorrenza si estende anche alla mia persona o riguarda solo la mia società?
    grazie mille

    1. Diego Piselli Reply

      Cara Simona,
      il patto per come lo descrivi si riferisce solo alle società.
      Devi però considerare che c’è la possibilità che “tra le righe” delle vostre intese ci sia qualche impegno dei soci….

  8. marco Reply

    Sono presidente del consiglio di amministrazione e detengo una quota del 10% di una srl. Per problemi con i soci, vorrei aprire una mia srl che lavorerà nello stesso settore. Se mi dimetto dalla carica di presidente, posso avviare la nuova srl senza rischiare di avere conseguenze legali? Non ho intenzione di regalare la mia quota a nessuno e di sicuro nessuno vorrà acquistarla. Come posso fare? Grazie.

    1. Diego Piselli Reply

      Caro Marco,
      direi che se Lei si dimette può fare quello che vuole, ovviamente senza stornare la clientela della srl: se lo facesse commetterebbe un atto illecito, come tale perseguibile con una richiesta di risarcimento del danno (consideri anche che la srl danneggiata potrebbe chiedere addirittura un provvedimento inibitorio dell’attività della “nuova” srl.
      DP

  9. Marco Reply

    Buongionro Avv. le chiedo un chiarimento, sono socio di una srl al 40% e amministratore unico, nel caso della mia uscita da questa società mi sembra di capire che sarei soggetto alla non concorrenza. Inoltre anche nel caso fossero gli stessi clienti a volermi seguire sarei costretto a rifiutarli?

    Grazie

    1. Diego Piselli Reply

      A mio parere la Sua impostazione è corretta. In effetti se i clienti la “seguono” Lei ha stornato risorse della società…
      La cosa migliore sarebbe pianificare la Sua uscita insieme agli altri soci e raggiungere un accordo per l’eventuale travaso bonario della clientela (potrebbe prevedere una percentuale sul fatturato generato dai clienti che l’hanno seguita).

  10. Andrea Reply

    Salve sono socio di capitali di una srl al 37% sto cedendo le quote ad altri soci della società. Un’altra società mi ha chiesto di lavorare su alcuni progetti nello stesso ambito della mia. Come posso tutelarmi nel caso?
    Esiste una formula tipo “nulla a pretendere” da inserire nella cessione delle quote?

    1. Diego Piselli Reply

      Il consiglio che le do è di regolare bene, con patti chiari, il rapporto con gli altri soci, per evitare contestazioni future. Buon lavoro DP

  11. Enzo Reply

    Buongiorno Dottore,
    sono socio di una srl di Genova al 35%, ho una partita iva e fatturo a questa societá mensilmente servizio di consulenza tecnica, vorrei vendere le mie quote per acquistare il 20% di un’altra società di Milano, entrambe hanno nell’oggetto la stessa attivitá.
    Mi dicono che entrando in una nuova società consolo il 20% non sono soggetto all’art. 2557
    Volevo chiederle gentilmente una delucidazione in merito
    Grazie molte

    1. Diego Piselli Reply

      Stando semplicemente a quello che mi dice sì, Lei non è soggetto all’articolo 2557

  12. alessandro anselmi Reply

    Buonasera. Sono socio di una società s.r.l. dove le quote sono 3 soci con 32% cadauno e un socio con il 4%
    Nell’attività di acquisto e vendita elettrodomestici di produzione cinese, un socio avente il 32% , che si è sempre occupato in prima persona della gestione con la fabbrica cinese , ha deciso di lasciare l’azienda cedendo le quote agli altri soci ( chiedendo corresponsione in denaro per il valore eventuale della propria quota), per andare a lavorare alle dipendenze oppure costituendo una società in Cina con l’azienda fornitrice e/o con uno dei proprietari dell’azienda attualmente fornitrice di elettrodomestici della nostra srl.
    Può farlo? Possiamo impedirglielo? se lo dovesse fare possiamo fargli causa per chiedere danni? Lui è l’unico amministratore lavoratore della srl e ha ovviamente conoscenza di tutto , dai costi, ai margini e accesso a tutti i nostri contatti.
    Spero di essere stato chiaro e di ricevere risposta
    grazie in anticipo

    1. Diego Piselli Reply

      Mi scuso per il ritardo.
      Francamente non capisco come Lei può pensare di impedire a un socio di lasciare la società. Casomai può rifiutarsi di comprare la quota, ma il socio è libero di allontanarsi e andare a lavorare dove vuole.
      Per rispondere sulla questione della concorrenza dovrei sapere se vi sono dei patti specifici di non concorrenza.
      In ogni caso in generale il socio non può, andandosene, fare una concorrenza “sleale”.

  13. Alberto Reply

    Salve, sono socio al 40% in una srls. Ho portato nella stessa gran parte della mia attività lavorativa e tutto il fatturato prodotto è scaturito dal mio lavoro. L’altro socio al 40%, e amministratore unico, si disinteressa totalmente della società preoccupandosi solo di pagarsi i compensi. Posso aprire una nuova società con l’altro socio di minoranza e continuare a seguire quelli che erano miei clienti? Grazie AM

    1. Diego Piselli Reply

      Stimatissimo,
      per la verità mi pare che nel suo ragionamento manchi un passaggio.
      Se l’altro socio di minoranza è con Lei insieme rappresentate la maggioranza del capitale sociale.
      Potete quindi decidere lo scioglimento e la liquidazione della società e avviare una nuova attività.
      Trattandosi di una srls non dovreste incontrare difficoltà connnesse alla maggioranza per approvare lo scioglimento.
      In bocca al lupo per la sua attività. DP

  14. claudio Reply

    buongiorno,
    un socio di una srl nonché in possesso di procura institoria ha revocato quest’ultima unilateralmente e subito ha costituito altra srl di cui è unico socio ed amministratore unico.
    La nuova srl opera nello stesso identico settore ed è in diretta concorrenza con la vecchia società di cui il soggetto tra l’altro è rimasto socio.
    Può questa persona porsi in diretta concorrenza con la vecchia società di cui è stato institore fino a poche settimane prima, società per la quale negli anni ha concluso accordi commerciale con gli stessi clienti che adesso tenta di “sfilare” con la sua nuova società?
    La figura dell’ institore non è forse per legge equiparata a quella dell’amministratore ?
    Potrebbe vigere lo stesso principio di non concorrenza per cinque anni valido per gli amministratori di srl?
    Grazie

    1. Diego Piselli Reply

      Direi che la questione è da valutare dal punto di vista delle regole sulla concorrenza sleale.
      Il soggetto che, a qualsiasi titolo, abbia collaborato con un’impresa e si appropri dell’elenco clienti tentando di “sfilare” occasioni di affari commette atto di concorrenza sleale.
      La cosa da farsi mi pare essere la richiesta di un provvedimento di urgenza al Tribunale competente perché sia vietato l’esercizio dell’attività in concorrenza.
      Di solito in questi casi si può anche agire in qualche modo sulla clientela perché non si renda “complice” di un atto illecito.
      Vedrà che con energia e persistenza il problema si risolve

    2. Diego Piselli Reply

      Io penso che il suo ragionamento sia in linea di principio corretto.
      Attento però a valutare bene i limiti della procura insitoria…

  15. Romeo Reply

    Gentilissimo Avv, Sono socio al 30% di una SRLS, causa dissidi sto valutando di entrare in una nuova compagine sociale ex novo pur tenendo la quota dell’attuale, sebbene non abbia l’intenzione di fare concorrenza diretta il settore è il medesimo. Il breve statuto della srls non cita nulla al riguardo. Sarei attaccabile dai singoli soci oppure no? Grazie.

    1. Diego Piselli Reply

      Gentile signore,
      in linea teorica non ci sono problemi. Consideri però che Lei è vincolato alla concorrenza “leale” e quindi che non può utilizzare a suo vantaggio informazioni commerciali della società attuale.
      Buon lavoro
      DP

  16. mauro Reply

    buonasera,
    vorrei esporre una domanda.
    Faccio parte di una srls
    Abbiamo un cliente che lavora per noi e il presidente della nostra societa’ ha fatto si che lavorasse per la sua impresa individuale, quindi togliendolo dalla societa’, abbiamo in possesso il contratto di affiliazione.
    Il cliente e’ stato acquisito dalla societa’ e abbiamo la prova scritta che ora deve seguire il lavoro del presidente per la sua ditta individuale. queste cose sono state scritte dal cliente per email verso la societa’ stessa.
    Il lavoro che svolge ora per il presidente nella sua ditta, e’ lo stesso identico che seguiva per la societa’, quindi concorrenza vera e propria. Abbiamo tutte le prove, sia le fatture del cliente e sia l’attuale lavoro che svolge adesso. Abbiamo il calo di fatturato periodico nel corso del tempo, fino alla chiusura definitiva della collaborazione e l’attuale collaborazione lavorativa con il presidente per la sua ditta individuale.
    Con questi termini, e’ possibile fare un ricorso per concorrenza sleale verso la societa’ che sta perdendo il fatturato?

    1. Diego Piselli Reply

      Ovviamente Lei ha dato già la risposta giusta.
      Credo che ci siano tutti i presupposti per richiedere il risarcimento del danno in sede giurisdizionale.

  17. Vittoria Reply

    Gentile Avvocato,
    sono socia al 40 % di una srl. Gli altri tre soci hanno rispettivamente il 15 %, 5% e 40 %. A causa dei pesanti dissidi con l’ultimo socio (40 % delle quote) stiamo valutando di sciogliere la società e liquidarla. Una volta chiusa posso aprirne un’altra con lo stesso oggetto sociale ed esercitare la medesima attività (abbiamo in franchising un noto marchio) negli stessi locali, assumendo come dipendenti gli altri due soci, o una qualche normativa sulla concorrenza me lo impedirebbe? Eventualmente, posso farlo anche mentre è pendente la liquidazione della prima società?
    Grazie, cordiali saluti.

    1. Diego Piselli Reply

      Direi che in linea di principio non ci sono preclusioni a quanto Lei vuole fare.
      Le suggerisco comunque di stendere un accordo con i soci e di ottenere nell’accordo l’autorizzazione del progetto che ha esposto.

  18. Anto88 Reply

    Gent.mo Avv., sono socio di una srl al 48%, il socio di maggioranza detiene il 52% ed è amministratore unico della società. Vorrei donare le mie quote ai miei figli, in quanto previsto dallo statuto societario, una volta effettuata la donazione potrò aprire una nuova srl che abbia lo stesso oggetto o incorro nella responsabilità di cui all’art. 2557?
    Saluti

    1. Diego Piselli Reply

      Direi che dopo la donazione (se ammessa, appunto, dallo statuto), Lei non incontra particolari ostacoli. Non credo che la cessione di una partecipazione comunque di minoranza possa considerarsi equipararsi alla cessione di un’azienda.
      Per sicurezza dovrebbe però verificare attentamente lo statuto: se infatti la partecipazione del 48% attribuisce poteri di governo della società (per esempio perché sono previsti quorum rafforzati) la situazioni di chi cede questa partecipazione potrebbe essere assimilata a quella di chi cede un’azienda.

  19. GIOVANNI Reply

    buonasera,
    vorrei esporre una domanda.
    Faccio parte di una srl semplificata
    Siamo nove soci. La società gestisce la locazione breve dei nove immobili di proprietà dei nove soci. Ogni immobile ha appartamenti con capienza di posti letto dai 2 ai 6/7 posti letto per appartamento. La locazione viene effettuata ad appartamento! L’attuale CDA loca invece gli appartamenti a posti letto (è vero che lo prevedono i patti parasociali ma dovrebbero essere locati prima gli appartamenti da 2 posti letto e se occupati poi gli altri a crescere) . Nel momento in cui uno dei nove dovesse affittare il suo appartamento da 5 posti letto a due persone e con un prezzo anche più basso del socio che ha l’appartamento da 2 posti letto, non si configura una concorrenza sleale da parte del CDA (tre soci) nei confronti del socio che ha l’appartamento da 2 posti letto?
    Del resto se a parità di prezzo, se non ad un prezzo più basso, il cliente può avere un appartamento da 5 posti letto al prezzo di quello da due……CON IL CONSEGUENTE DANNO PER IL SOCIO CHE HA SOLO APPARTAMENTI DA 2 POSTI LETTO

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