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09 febbraio 2015

DAL 9 FEBBRAIO PER FARSI PAGARE CI VUOLE LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA.

accordoDal 9 febbraio 2015 (data di pubblicazione di questo post) recuperare un credito inferiore a cinquantamila Euro e ottenere il risarcimento dopo un incidente è un poco più complicato di prima, perché, prima di agire davanti al Giudice, è obbligatorio tentare una conciliazione con la controparte nella forma della “negoziazione assistita da avvocato”, ritardando l’effettivo avvio della lite per la soddisfazione delle ragioni di credito.

Per effetto dell’articolo 5 del decreto legge 132/2014, convertito in legge 169/2014, da oggi senza preventivo tentativo di negoziazione assistita non è “procedibile” (ossia non può essere avviata) nessun causa civile per ottenere il pagamento di importi inferiori a 50.000,00 Euro ovvero per ottenere il risarcimento di danni di qualsiasi importo derivati dalla circolazione di veicoli e natanti.

L’iter della negoziazione assistita, che richiede obbligatoriamente l’assistenza di un avvocato, è spiegato in un altro post e il blog pubblica anche una dettagliata Guida alla nuova procedura.

Quello che è importante ricordare è che la nuova procedura è obbligatoria, ossia non può essere trascurata, a pena di impossibilità di agire in giudizio.

La negoziazione può essere evitata solo quando si intenda agire con la particolare procedura del ricorso per decreto ingiuntivo (spiegata in questo post del blog) o quando si voglia chiedere un procedimento cautelare urgente (sequestro) a danno della controparte.

A prima vista la novità sembrerebbe l’ennesima complicazione imposta ai cittadini e alle imprese: prima di avviare una causa (che già di solito è piuttosto lunga) si è obbligati a tentare (per di più con l’assistenza obbligatoria di un avvocato) una conciliazione.

Sempre a prima vista la novità sembra non solo una complicazione ma anche un adempimento veramente difficile da accettare sul piano “psicologico”.

Talvolta il creditore di una somma non elevatissima è difficilmente disposto a tentare di conciliare la lite con il soggetto che ostinatamente si rifiuta di pagare: si pensi al caso dell’appaltatore che non può ricorrere alla procedura di ingiunzione e deve, controvoglia, invitare a “negoziare” il committente che con mille pretesti sta ritardando all’infinito il pagamento delle opere appaltate.

Se, però, si leggono con attenzione le nuove norme ci si rende conto che la negoziazione assistita può essere un’opportunità.

Questo perché, come chiarito in alto post, l’avvio della negoziazione impone la controparte a prendere subito una posizione sulla pretesa che le è rivolta: la controparte può tacere o comunque rifiutare la negoziazione o può stipulare un accordo contenente l’impegno a negoziare la lite.

Il soggetto che ha rifiutato la negoziazione o che ha semplicemente taciuto è esposto, nella causa successiva, a delle vere e proprie sanzioni, in termini di condanna al risarcimento del danno per lite temeraria e al pagamento alle spese di lite.

Il destinatario dell’invio a negoziare che, invece, lo accetta, è tenuto a negoziare in buona fede “e con lealtà” la soluzione della controversia.

Insomma: l’avvio della negoziazione può consentire di avere chiarezza immediata sulle intenzioni della controparte e, forse, può far sì che i debitori riottosi siano finalmente – e in tempi veloci – portati a un tavolo di confronto.

Il successo della negoziazione assistita sarà, però, assicurato solo se i Giudici saranno particolarmente severi con le parti che abbiano rifiutato la negoziazione o che, dopo averla accettata, non la coltivino con lealtà e buona fede (anche se, va detto, sarà difficile provare che non vi è stata correttezza nella trattativa).

Comments (2)

  1. Gianfranco78 Reply

    Salve!Ho letto con molto interesse questo articolo – anche se con mesi di ritardo -, specie perché io stesso mi occupo della gestione di crediti e insoluti e credo che ci siano delle problematiche davvero consistenti da affrontare in questo ambito. Lo dico perché ho a che fare appunto con i creditori, ed è molto difficile parlare loro di “conciliazione”.

    1. Diego Piselli Reply

      Parlare con i creditori di conciliazione è difficilissimo. La conciliazione, purtroppo, non fa parte della nostra cultura economica. Gli italiani, contro ogni evidenza, credono nel processo e nella lite. La cosa migliore, però, è essere sempre molto decisi nelle azioni dopo che si è costatato il fallimento di un tentativo di mediazione. Se non si raggiunge subito un accordo è inutile insistere.

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