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Come farsi pagare? Bisogna fare come fanno le Banche e i tedeschi.

Come farsi pagare? Bisogna fare come fanno le Banche e i tedeschi.

Le insolvenze dei clienti devono essere prevenute con opportuni strumenti.

Tutte le imprese sono danneggiate dall’insolvenza dei clienti.

Neppure le ricerche finanziarie e patrimoniali (quando si fanno…) , neppure i contratti ben scritti (quando ci si ricorda di prepararli) riescono a prevenire la morosità di chi deve saldare le fatture.

Per ridurre il rischio di insolvenza un buon sistema è comportarsi come le Banche: come poi dirò anche i tedeschi hanno qualcosa di utile da insegnare in proposito.

Ottenere delle garanzie come fanno le Banche…

 

Come tutti sanno gli Istituti di credito chiedono delle garanzie per  i prestiti: ipoteche per i mutui immobiliari, cessioni di crediti per gli anticipi su fatture, garanzie personali per i crediti c.d. “chirografari” alle imprese.

Vi sono molti casi in cui è possibile essere pagati subito, ma spesso questo non può accadere, o per il tipo di prestazione (come accade per l’appalto o per affitti e locazioni) o perchè i clienti chiedono dilazioni di pagamento.

Nel rapporto con i clienti che non pagano subito le imprese sono esattamente come delle Banche, perché “fanno credito“, anticipando la prestazione senza l’assoluta certezza di essere pagate.

 

Per le imprese, quindi, può essere opportuno comportarsi come fanno le Banche e pretendere delle garanzie.

Per i clienti che siano società la garanzia di pagamento può essere chiesta agli amministratori, ai soci di maggioranza o all’eventuale società controllante.

Per le persone fisiche la garanzia può essere chiesta al coniuge o a un familiare.

 

È improbabile che i clienti siano favorevoli a procurare una garanzia.

Per l’impresa in posizione forte questa non è una difficoltà: molto semplicemente la garanzia va pretesa e in sua  assenza  non si conclude neppure il contratto (questo accade per esempio quando si vende una materia prima scarsa o un prodotto coperto da brevetto).

Se l’impresa fornitrice non è in posizione così forte da poter pretendere la garanzia può sempre indurre i clienti e procurla con un’opportuna politica di vantaggi (sconti e maggiori dilazioni): il costo finanziario di questi vantaggi è compensato dalla maggiore sicurezza di ottenere il pagamento.

 

La garanzia “autonoma” di tipo tedesco tutela con forza il credito

Ottenere delle garanzie al modo dei tedeschi: ora si può anche in Italia…

 

Il codice civile italiano conosce un solo tipo di garanzia dei debiti, ossia la “fideiussione (si veda l’articolo 1936 del codice, per il quale “è fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui; si vedano poi gli articoli successivi fino al 1957 ).

La fideiussione non offre, però, la certezza assoluta di ottenere il pagamento da parte del garante, perché le regole del codice civile stabiliscono il principio della “accessorietà“.

 

In base a questo principio il fideiussore è obbligato a effettuare una prestazione identica a quella del debitore e può opporre al creditore tutte le eccezioni che potrebe oppore il debitore stesso.

Anche il fideiussore, quindi, può opporsi alla richiesta di pagamento proponendo le obiezioni, spesso strumentali, che i debitori renitenti al pagamento sono soliti formulare: dal ritardo nelle consegne, alla mancanza di qualità della merce e dei servizi, dal difetto della documentazione alla non conformità rispetto alle specifiche tecniche …

Per evitare il rischio di inadempimento del garante la prassi tedesca ha sviluppato il contratto autonomo di garanzia, che si è diffuso in tutto il mondo (il nome tedesco è Garantievertrag).

Il contratto autonomo di garanzia è il contratto con il quale il garante di un debito si impegna a pagare il creditore indipendentemente dalla esistenza, dalla validità e dall’efficacia del rapporto debito-credito di base oggetto di garanzia.

 

A seguito di una richiesta di pagamento il garante vincolato da un Garantievertrag deve pagare quanto promesso e non ha eccezioni:  il garante “autonomo” si pone, infatti, in una situazione di indipendenza rispetto a quella del debitore principale, obbligandosi a pagare a semplice richiesta del creditore ovvero senza poter opporre le eccezioni relative al rapporto da cui sorge l’obbligazione garantita.

 

Per molto tempo si è discusso se il contrato autonomo di garanzia fosse compatibile con il nostro sistema legale.

La parola fine al dibattito è stata messa dalla Sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 18 febbraio 2010, n. 3947, che ha definitivamente riconosciuto la validità del’impegno autonomo di garanzia

 

Cassazione Sezioni Unite sentenza del 18 febbraio 2010, n. 3947

Mentre il fideiussore è un «vicario» del debitore, l’obbligazione del garante autonomo si pone in via del tutto autonoma rispetto all’obbligo primario di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita, perché non necessariamente sovrapponibile ad essa e non rivolta all’adempimento del debito principale, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto mediante il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore.

La garanzia autonoma è quindi oggi possibile anche in Italia.

 

Un esempio pratico

Per fare un esempio pratico penso al caso di una s.r.l. che ordina merce chiedendo dilazione di pagamento di sessanta giorni.

Nel limite del possibile bisognerebbe far sottoscrivere ai suoi soci il seguente

Impegno di garanzia autonomo

Gli scriventi signori  rilasciano garanzia autonoma in favore della società X per il debito della società Y

La garanzia è valida ed efficace dal ___ al ______

I signori garantiscono irrevocabilmente e incondizionatamente l’adempimento del debito della società Y, con preventiva rinuncia a proporre qualsiasi eccezione relativa al rapporto principale garantito.

 

 

 

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