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Cenni generali sulle società per azioni.

La società per azioni è disciplinata dagli articoli 2325ss. del codice civile.
Le caratteristiche principali della società per azioni sono le seguenti:
origine contrattuale ovvero unilaterale;
personalità giuridica;
responsabilità dei soci limitata al conferimento (articolo 2325, da leggere in correlazione con l’articolo 2452, relativo alle s.a.p.a. e con l’articolo 2462, relativo alle s.r.l.);
articolazione corporativa, con Organi dotati di particolari competenze funzionali;
presenza di un sistema informativo obbligatorio sui risultati economici della società, dotato di particolare rilevanza e presidiato dalla sanzione di nullità delle comunicazioni sociali non veritiere, come affermato da numerose decisioni della Cassazione (es. Cass. n. 80481996);
possibilità di mobilizzare le partecipazioni sociali attraverso l’incorporazione delle medesime in azioni rappresentate da titoli ovvero da strumenti alternativi di “legittimazione e circolazione” (art. 2346), come le scritturazioni elettroniche “dematerializzate”.
La società per azioni costituisce in origine lo strumento di tecnica giuridica destinato alla grande impresa, per la quale era particolarmente importante la possibilità di mobilizzare facilmente le partecipazioni societarie.
In realtà in Italia esistono molte società per azioni con pochi soci, destinate all’esercizio di imprese di modeste dimensioni.
A tali società si contrappone un nucleo ristretto di società di grandi dimensioni, caratterizzate dalla presenza di molti soci, spesso disinteressati ai fatti gestionali.
Nelle società di minori dimensioni i problemi di tutela si riferiscono alla protezione dei soci di minoranza e dei creditori sociali.
Per le società di maggiori dimensioni, che facciano ricorso al mercato per la raccolta del capitale di rischio, esiste anche l’esigenza di tutelare gli azionisti minori e il funzionamento del mercato.
L’evoluzione normativa che ha fatto seguito al codice del ’42 ha visto (accanto alla creazione di un’articolata disciplina del mercato azionario) anche l’emersione di una disciplina specifica per le società con azioni quotate nei mercati regolamentati (cfr. da ultimo gli artt. 119ss. d. lgs. 58/1998) improntata alla tutela delle minoranze azionarie (delle quali si facilita la mobilitazione), al rafforzamento dell’informazione societaria e all’incentivo all’attivismo degli investitori istituzionali.
Nel 2003 si è poi avuta anche la riforma della disciplina delle società con quotate che ha innovato il diritto societario nelle seguenti direzioni:
netta differenziazione tra società per azioni e società a responsabilità limitata;
introduzione di una disciplina differenziata all’interno delle società per azioni in base al grado di apertura al mercato del capitale di rischio;
previsione di strumenti finanziari più elastici che favoriscano la raccolta del risparmio;
maggiore autonomia privata nella scelta fra tre diversi modelli di governance della società per azioni; ridefinizione dei ruoli e dei compiti degli organi sociali;
disciplina dei gruppi societari, incentrata sull’attività di direzione e coordinamento;
rinnovamento della disciplina delle operazioni straordinarie (trasformazione di società di capitali in società di persone e viceversa, fusione e scissione).
La riforma del 2003 ha introdotto nel codice civile una peculiare disciplina (articolo 2325bis) per le società che “fanno ricorso al mercato del capitale di rischio”, ossia con azioni quotate in mercati regolamentati o diffuse tra il pubblico in misura rilevante come stabilito dalle norme regolamentari CONSOB (rif. 111bs disp. att. c.c.).
 La speciale disciplina di tali società si ritrova principalmente nelle regole concernenti: pubblicità dei patti parasociali (art. 2341-ter), diritto di voto delle azioni (art. 2351), acquisto di azioni proprie (art. 2357); convocazione dell’assemblea (art. 2366, 2367); quorum costitutivo delle assemblee (art. 2368 e 2369); rappresentanza in assemblea (art. 2372); legittimazione all’impugnazione delle deliberazioni assembleari (art. 2377); invalidità delle deliberazioni assembleari (art. 2379-ter); operazioni con parti correlate (art. 2391bis); legittimazione alla azione sociale di responsabilità (artt. 2393 e 2393bis); legittimazione alla denunzia al collegio sindacale (art. 2408); legittimazione alla denunzia al Tribunale (art. 2409); diritto di recesso (art. 2437); disciplina dell’aumento di capitale (art. 2440); disciplina della partecipazione al capitale dello Stato o di altri Enti Pubblici (art. 2449).

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