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23 febbraio 2013

COSTITUZIONE DELLE SOCIETÀ SEMPLICI E IN NOME COLLETTIVO.

La società semplice (articoli 2251-2290 cod. civ.) è caratterizzata dalla responsabilità solidale e illimitata dei soci per le obbligazioni della società: è, però, possibile pattuire per taluni soci la limitazione della responsabilità. Detto patto di limitazione è opponibile ai terzi se è portato a loro conoscenza con mezzi idonei.

Si tratta del tipo elementare di società, utilizzabile solo per attività non “commerciale” e quindi agricola. Leggi speciali possono consentire l’impiego di questa società anche in settori non agricoli (es.: legge 88/1992 che consente l’esercizio dell’attività di revisione contabile in regime di società semplice).

La società in nome collettivo (artt. 2291.2312) è caratterizzata anch’essa dalla responsabilità solidale e illimitata dei soci. Il patto contrario è ammesso solo nei rapporti interni tra i soci e non è opponibile ai terzi. Essa può essere utilizzata sia per l’esercizio di attività commerciale che per l’esercizio di attività non commerciale.

La disciplina delle società semplici è applicabile in linea di principio anche alle società in nome collettivo e in accomandita semplice, tipi per i quali il codice civile contiene poche norme specifiche con ampio rinvio alla disciplina delle società semplici.

Il contratto costitutivo della società semplice e di quella in nome collettivo non è soggetto a forme particolari, salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (il contratto può anche essere verbale o concluso per fatti concludenti): da ricordare la questione della rilevanza della nullità per ragioni formali di singoli apporti.

La società di fatto si ritiene esistente in presenza dei requisiti essenziali di una società (fondo comune, “affectio societatis”) e si desume da particolari indici dell’esistenza di un’attività comune, come la concessione di avalli e garanzie per un’attività che coinvolge altri soggetti.

La forma scritta può, di fatto, essere necessaria per l’iscrizione della società semplice nel Registro delle Imprese, date le previsioni regolamentari in proposito.

Va ricordato che il codice civile non prevedeva l’iscrizione delle società semplici nel Registro delle Imprese ma solo quella delle s.n.c. e che tale previsione è stata introdotta dalla legge 580/1993 originariamente solo a fine di pubblicità notizia: per effetto dell’articolo due del d.lgs. 228/2001 se la società semplice svolge attività agricola (come normalmente accade) la pubblicità nel Registro delle Imprese ha oggi funzione di pubblicità legale.

Per l’iscrizione nel Registro delle Imprese della s.n.c. è sempre richiesto atto scritto e autenticato dall’articolo 2296 cod. civ.

La legge non prevede particolari requisiti contenutistici del contratto costitutivo delle società semplici.

L’articolo 2295 del codice civile prevede, invece, specifici requisiti per quello delle s.n.c.

La società in nome collettivo non iscritta nel Registro delle Imprese si definisce società “irregolare” (questo tipo di società può essere tanto una società di fatto quanto una società costituita con un contratto, verbale o scritto).

Per l’articolo 2297, 1° comma, del codice civile, i rapporti tra la società irregolare e i terzi sono regolati dalla disciplina concernente la società semplice e pertanto: a) non esiste automatico beneficio di escussione del patrimonio sociale; b) i creditori particolari dei soci possono chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota.

Per quanto attiene la rappresentanza nelle società in nome collettivo irregolari si applica quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 2297, per il quale «si presume che ciascun socio che agisce per la società abbia la rappresentanza sociale, anche in giudizio. I patti che attribuiscono la rappresentanza ad alcuno soltanto dei soci o che limitano i poteri di rappresentanza non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza».

Il codice civile non disciplina il tema dell’invalidità delle società di persone.

Si applicano quindi in linea di principio le regole generali in tema di nullità e annullabilità dei contratti (1418ss. e 1446ss. cod. civ.).

Trattandosi di contratti plurilaterali con comunione di scopo l’invalidità della singola partecipazione al contratto di società non comporta l’invalidità dell’intero contratto, salvo che la partecipazione debba considerarsi essenziale.

Se il vizio inficia l’intero contratto la situazione è diversa a seconda che l’attività della società sia o meno già iniziata.

Se l’attività non è ancora iniziata si applicano le regole generali.

Se l’attività è già iniziata si ritiene che, in applicazione analogica dell’articolo 2332 cod. civ. l’accertamento dell’invalidità di una società di persone non determina la sua automatica estinzione, bensì la verificazione di una causa di scioglimento della società, con conseguente apertura di una fase di liquidazione, nella quale restano efficaci gli atti posti precedentemente in essere dalla società, i soci non sono liberati dall’obbligo di eseguire i conferimenti (né dalla responsabilità per i debiti della società).

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